Caelorn Varricus

Informazioni

CampoValore
SessoMaschio
EtàMezza età
TitoloRe di Solthar
RegnoSolthar
ResidenzaPalazzo Reale di Thalmyra
Al suo servizioMaestro delle Spie, il Tesoriere reale
Prima apparizioneL’età dei regni

Caelorn Varricus è il Re di Solthar, il regno costiero piccolo ma ricco che sta incastrato tra le terre settentrionali di Thalassar, le montagne centrali e le propaggini della Foresta di Umbra. Governa dal palazzo sulle scogliere di Thalmyra, la città dell’Accademia, dei banchieri e del porto, e siede tra i nove troni del concilio di Aeterna come tutti gli altri sovrani del Continente: con meno soldati di quasi tutti, e con più oro di quasi tutti.

Il suo regno non ha legioni da mettere in campo. Ha porti fortificati, una buona flotta, banche capaci di finanziare intere dinastie e la più grande Accademia del Continente; l’esercito è fatto soprattutto di guardie cittadine e di mercenari, bene armati e pagati con regolarità, ma non necessariamente disposti a morire. Varricus lo sa meglio di chiunque altro, e ha costruito il proprio modo di regnare su questa consapevolezza: dove non arriva l’acciaio, arriva il denaro.

Thalios, a quanto pare, considera i solthariani «soltanto bottegai e topi di biblioteca»; così almeno lo immagina Varricus. Io, che ho servito un Re soldato e ho visto quanti uomini gli ha mandato il Continente quando ne aveva bisogno, ho imparato a non ridere troppo dei bottegai.

Aspetto

È un uomo di mezza età, dal volto largo e dai capelli già quasi completamente bianchi. Corpulento, il viso rubicondo segnato dai banchetti, dal vino speziato e da una vita trascorsa lontano da qualunque privazione, ha l’aria di un ricco mercante più che di un sovrano guerriero. Al concilio di Aeterna, sotto gli occhi degli altri Re, veste abiti sobri, e soltanto la fibula d’oro al petto e gli anelli preziosi alle dita tradiscono la prosperità del suo regno. A palazzo smette di fingere: indossa vesti di velluto cremisi tanto costose che il loro prezzo avrebbe equipaggiato un’intera centuria, cammina in morbide babbucce che non fanno rumore sui tappeti e beve da calici di cristallo di Thalmyra, che costano, e lui lo sa.

Gli occhi sono piccoli e scuri, ed è lì che conviene guardare. Chi si ferma al resto, dicono, commette un errore fatale.

Personalità

Varricus legge un bilancio, un rapporto militare o una lettera diplomatica più rapidamente di molti scribi.

«Varricus non ricordava sempre i nomi delle persone, ma non dimenticava mai un debito, una rotta commerciale o il punto debole di un avversario.»

Ragiona da mercante anche quando è furioso, e furioso lo è spesso: la collera gli fa tremare la voce e le mani, ma si ritira presto e lascia il posto a una logica fredda. Quando non si può vincere con la forza, per lui bisogna cambiare la valuta dello scontro. Preferisce comprare ciò che altri sovrani requisirebbero, pagare il doppio piuttosto che combattere, condurre guerre senza stemmi e senza dichiarazioni, in cui nessun soldato di Solthar risulti ufficialmente coinvolto. Ha costruito la potenza del suo regno su una certezza che pochi Re capiscono: il denaro non deve rimanere immobile, ma circolare, moltiplicarsi e tornare sotto forme differenti. E vale soltanto finché qualcuno crede che domani varrà quanto oggi.

È anche un uomo che non sa tenere a freno la lingua davanti a chi considera pericoloso. Provoca, punzecchia, gode di colpire nel segno; e quando ha colpito, lo si vede soddisfatto. Non ha mai comandato una coorte e non finge di saperlo fare, ma sa contare gli uomini e il loro prezzo, e diffida per principio delle promesse: Solthar, pensa, non può permettersi di fondare la propria sopravvivenza sulla fiducia.

Titus lo giudica così: «non è nostro alleato: è solo un mercante abbastanza intelligente da trattarci come interlocutori finché il rapporto gli conviene». Il Papa ha ragione su quasi tutto, e su questo ha ragione a metà.

Prima degli eventi

Della sua famiglia e della sua ascesa al trono le mie fonti tacciono; so soltanto che ha una dinastia, perché c’è chi sogna di cancellarla dai Monumenta. Il Tesoriere reale, che dirige anche la banca della Corona, serve la Corona da trent’anni. La rete di informatori di Solthar porta notizie a palazzo per piccioni addestrati lungo le rotte costiere, per mercanti che lavorano per il Re e perfino da una spia dentro la corte di Thalassar; la dirige il Maestro delle Spie.

Con Thalassar i rapporti sono quelli tra un vicino piccolo e ricco e un vicino grande e affamato. Alla corte dei Serakh, prima che le cose degenerassero, si era persino pensato a Solthar per un matrimonio della principessa Thaleia. Con la Chiesa del Silenzio il legame è d’affari: l’oro della Cittadella dorme nei forzieri dei banchieri di Thalmyra e i migliori sacerdoti studiano all’Accademia. L’Accademia stessa, dicono i suoi maestri, esiste sotto la protezione del Re.

Come tutti i sovrani del Continente, Varricus ha firmato l’Armistizio di dodici anni fa, e lo prende sul serio: dopo la Guerra Civile si era detto basta alle guerre, alle conquiste e alle annessioni tra i regni civili. Su questo, almeno, il vecchio Pontefice Lucius Aurelianus e il Re bottegaio andavano d’accordo.

Eventi nella saga

Un Re con la spada si misura dai morti che lascia sul campo; un Re con il registro, dai debiti che riesce a riscuotere. Non so dirvi quale dei due sia migliore. So però quale dei due paga puntuali i suoi soldati.

Voci correlate