Severian Corvus

Informazioni

CampoValore
SessoMaschio
TitoloRe di Valdoran, «Re del Nord»
RegnoValdoran
AffiliazioneEsercito di Valdoran
CasatoCorvus
Amico e consigliereVarro
Prima apparizioneL’età dei regni

Severian Corvus è il Re di Valdoran, che nel resto del Continente chiamano semplicemente il Re del Nord. Non porta corona e non regna per diritto di sangue: secondo le tradizioni del Regno è un «primo tra pari», uno dei Duci eletto dagli altri come guida suprema, al quale ciascuno affida la propria spada per tutta la durata del regno. Il suo potere viene dagli uomini che gli si inginocchiano davanti e dai soldati che quegli uomini sanno condurre in battaglia. È un’autorità antica, mai assoluta, e lui lo sa meglio di chiunque altro.

Quando comincia questa storia, il suo Regno brucia. Durante l’inverno un’Orda ha passato il Limes, e da quasi quattro mesi razzia le campagne di Valdoran sottraendosi a ogni tentativo di battaglia. Severian ha richiamato i veterani, svuotato i presidi delle valli meridionali e chiesto aiuto alla Cittadella e ai Regni del Sud, che da dodici anni gli pagano un tributo perché tenga il confine.

Aspetto

Severian è un uomo massiccio, ancora potente nonostante l’età. Ha il volto duro e squadrato, segnato da sottili cicatrici, alcune quasi scomparse sotto la barba corta, altre ancora bianche sulla pelle scurita dal freddo. Porta i capelli corti come i suoi soldati, ormai grigi alle tempie, e ha occhi infossati sotto sopracciglia pesanti, che guardano tutto con la diffidenza di chi ha passato troppi anni ad aspettarsi un attacco. Le mani sono robuste e piene di vecchie cicatrici. Veste armature semplici, senza stemmi, e mantelli di lana scura buoni per la pioggia e la neve, non per le cerimonie: accanto ai sovrani del Sud sembra un veterano appena sceso da una marcia, ed è esattamente ciò che è. In campagna non si separa dalla cotta di maglia e tiene la spada abbastanza vicina da afferrarla senza alzarsi.

Personalità

Severian è testardo, orgoglioso e incapace di abbandonare una promessa anche quando tutti gli altri l’hanno già tradita. Codardo non lo è mai stato. Crede nel patto tra pari che teneva insieme i Regni dopo l’Impero, nel Limes come dovere sacro e in un Nord che deve essere un muro; per questo rifiuta di trattare con chi vive fuori dalla Legge, perché trattare significherebbe ammettere che il confine è caduto. Odia Aeterna e la sua Cittadella vuota, odia dover chinare il capo davanti a uomini che una guerra vera non l’hanno mai vista, ma rispetta il vecchio Pontefice Aurelianus perché «almeno ascolta».

Con i suoi Duci è esigente fino all’umiliazione. Conta gli uomini che ciascuno porta al campo, ricompensa i fedeli con terre e schiavi e non dimentica le scuse. Ma sa anche fermarsi a metà di una frase quando si accorge di parlare come un Imperatore. L’unico a cui permette di stargli accanto senza titoli né formule è Varro, al suo fianco da più di trent’anni. A sentire il Re di Caldor, è «un pazzo sentimentale, legato a tattiche morte da secoli»; a sentire me, che ho servito sotto di lui, è il mio Re, e non ho mai capito se le due cose si escludano.

Eventi nella saga

Voci correlate