Spedizione di Lysandros a Umbra
Informazioni
Campo Valore Organizzata da Accademia di Thalmyra, con l’approvazione di Re Varricus Ideatore Lysandros Partecipanti Dodici studiosi e ventisei mercenari, capitano compreso Comandante della scorta Arbazer Destinazione dichiarata Le province interne (missione cartografica) Destinazione reale Città di Umbra Prima apparizione L’età dei regni
La spedizione di Lysandros a Umbra è il viaggio con cui l’Accademia di Thalmyra tentò di raggiungere il Grande Archivio di Umbra, al centro della Foresta di Umbra, negli stessi mesi in cui il Continente tornava alla guerra. Nei registri dell’Accademia figura come una missione cartografica diretta verso le province interne. A Thalmyra tutti dicono «province interne» con lo stesso sorriso storto, poi abbassano la voce e pronunciano un altro nome.
Io l’ho vista partire. Mi guadagnavo qualche moneta al margine della Foresta scaricando casse e contando gallette, fiasche d’olio, corde, bende e abbastanza pergamene da riscrivere tre volte la storia del Continente. Non ho visto caricare molte pale: evidentemente gli studiosi erano convinti che i morti si seppelliscano da soli. Il resto l’ho saputo dopo, e lo racconto nei riquadri.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Antefatti. Lysandros trova a Thalmyra la testimonianza del custode fuggito da Umbra (vedi Sigillatura di Umbra) e chiede al Consiglio dell’Accademia, nella Sala dei Dotti, una spedizione piccola, rapida e segreta. Il capo del Consiglio Avernus gli chiede se rinuncerebbe davanti a un divieto; Lysandros risponde di no. Il Consiglio decide allora di prendere il controllo dell’impresa, perché Solthar possiede un vantaggio che potrebbe non durare: nessun soldato regolare, nessuno stendardo, nessun annuncio. Gli studiosi saranno volontari e partiranno come membri di una missione cartografica, in piccoli gruppi e per itinerari diversi; i mercenari verranno assunti fuori da Thalmyra e pagati attraverso intermediari. Lysandros sceglierà i testi e le mappe, Cornelius preparerà l’itinerario, un uomo più esperto nel comando guiderà il gruppo. In caso di fallimento la missione risulterà scomparsa nelle regioni centrali: i nomi resteranno nei registri dell’Accademia, ma senza alcun riferimento a Umbra. «Nessun Monumentum», aggiunge Phocas, «E nessuna iscrizione che possa spingere altri uomini a seguire le vostre orme.» Lysandros accetta. Avernus parla con Re Varricus, che fornisce denaro, provviste e autorizzazioni.
I partecipanti. Partono dodici studiosi di discipline diverse (botanici, storici, filosofi, cartografi, esperti di religioni anteriori al Silenzio, studiosi d’arte imperiale), fra cui Lysandros, il cartografo Cornelius, il botanico Elian e lo storico delle religioni Doros. L’esercito di Solthar è troppo debole per rischiare una coorte in quella che molti considerano una condanna a morte, e la scorta viene chiesta alle Compagnie di Ventura: ventisei mercenari, gli unici disposti ad accettare, con debiti troppo grandi o nemici troppo potenti. Li comanda l’arakhaniano Arbazer. Due sacerdoti venuti da Ovest, intanto, fanno domande sugli studiosi e comprano dagli scaricatori copie degli inventari.
Al margine. Il campo resta due giorni al limitare della Foresta. Arbazer detta le regole: restare vicini ai suoi uomini, non toccare nulla, non mangiare frutti, non bere acqua, non seguire sentieri non aperti da loro; chi scompare non verrà cercato. Le casse in eccesso restano nella radura, sotto teli impermeabili, affidate a nessuno. Alla domanda di Lysandros sul perché sia lì, Arbazer risponde: «Per il denaro, ovviamente.»
La traversata. Nella Foresta di Umbra la spedizione perde la strada, il tempo e gli uomini: le tacche e le mappe non servono, gli animali parlano (vedi Animali della Foresta di Umbra), i canti chiamano i mercenari con le voci dei loro morti, le Naiadi trascinano un uomo sott’acqua. Ogni sera, alla conta, sono di meno, e degli scomparsi si dimenticano i volti. Il viaggio, previsto in due settimane, dura tre mesi, forse quattro. Escono nella conca di Umbra in sette: Lysandros, Cornelius, Elian, Doros, Arbazer, un mercenario con una cicatrice sul labbro e un uomo basso che non parla da giorni.
La città. Accanto alle colonne della Città di Umbra trovano i resti dell’accampamento di una spedizione di sacerdoti partita da Aeterna diciassette anni prima. Entrano nella città, seguono i Condotti di Umbra fino alla Grande Cupola e vedono sulla Sfera del mondo che il Continente è una piccola penisola, e che a Sud Keshar lampeggia. Nella crisi che segue la piazza inghiotte il mercenario basso, un getto argentato dissolve Elian, un pilastro di luce dilania Doros e il mercenario sfregiato. Restano in tre. Lysandros appoggia la mano sulla porta d’ossidiana, che lo riconosce: «AUTORITÀ RICONOSCIUTA. INGRESSO CONCESSO.»
