Giulio

Informazioni

CampoValore
SessoMaschio
TitoloPrincipe ereditario di Vindelia
AffiliazioneCorona di Vindelia
RegnoVindelia
PadreRe Cassander
Prima apparizioneL’età dei regni

Giulio è il Principe ereditario di Vindelia, figlio del vecchio Re Cassander. Quando questa storia comincia sta in piedi accanto al trono di legno del padre, nella sala delle udienze della Capitale, con addosso una lorica di cuoio e metallo e la mascella serrata di chi ha imparato a tacere davanti ai generali.

Non è un principe cresciuto tra gli arazzi. Ha servito lungo i confini del Regno, ha mangiato le razioni dei soldati e ha visto partire le Decime verso Aeterna mentre i suoi uomini dividevano una sola punta di lancia tra tre aste. Chi ha fatto il soldato sa che cosa significa: si impara presto a contare, e chi comincia a contare smette di credere ai preti.

A corte lo si considera l’erede di un Regno grande e affamato. Gli ufficiali, che hanno marciato con lui, lo conoscono meglio.

Aspetto

Giulio ha il corpo forte di un uomo cresciuto tra caserme e accampamenti, e veste come un ufficiale delle Legioni più che come un erede al trono: lorica di cuoio e metallo, una mano spesso posata sull’elsa. Non so di che colore abbia gli occhi né come porti i capelli; chi me ne ha parlato ricordava soltanto la mascella contratta e lo sguardo.

«gli occhi custodivano una rabbia fredda, alimentata durante anni di obbedienza»

Personalità

Giulio pensa come un soldato. Le questioni di Stato, per lui, si misurano in uomini, grano, armi e paghe; le formule della Chiesa e le memorie dell’Impero valgono quello che producono, cioè poco. Non ha la pazienza del padre per la prudenza che si traveste da fedeltà, e quando decide lo fa in fretta e senza tornare indietro.

Non è però un uomo crudele, né un sanguigno. Verso Cassander prova pietà, non odio: ricorda il sovrano che cavalcava per giorni, dormiva tra i soldati e domava le rivolte delle province senza aspettare il permesso della Chiesa, e sa che quell’uomo è scomparso molto prima che la tisi gli consumasse il corpo. Proprio questa mancanza di rancore rende le sue decisioni più difficili da discutere.

Sa anche essere freddo, e non confonde la pietà con la debolezza. Io, che ho visto parecchi principi da lontano, dico che i più pericolosi sono quelli che non alzano mai la voce.

Prima degli eventi

Giulio è cresciuto in un Regno che addestra i ragazzi nelle formazioni dell’antica fanteria imperiale prima ancora di insegnare loro le lettere, e ha passato anni al servizio delle Legioni sui confini. Lì ha visto da vicino ciò che i rapporti degli ufficiali nascondevano: calzari bucati, lance con le punte arrugginite, scudi rattoppati con assi di recupero, cavalli nutriti con avena mescolata a paglia. E ha visto partire il grano e il denaro delle campagne di Vindelia verso Aeterna, per pagare le necessità della Chiesa e le guerre di altri Regni.

Per anni ha obbedito al padre, che continua a credere in una «famiglia di regni» tenuta insieme dalla Chiesa del Silenzio e vede in Vindelia una custode dell’eredità imperiale. Da quell’obbedienza è nata la sua rabbia. Gli ufficiali di Vindelia, che portano corazze riparate più volte, la conoscono bene.

Eventi nella saga

Voci correlate