Iason Serakh
Informazioni
Campo Valore Sesso Maschio Titolo Principe di Thalassar Dinastia Dinastia Serakh Regno Thalassar Residenza Basileia Thalassar, Chrysepolis Fratelli Thalios Serakh, Braxos Serakh, Thaleia Serakh Prima apparizione L’età dei regni
Iason Serakh è uno dei fratelli di Thalios Serakh, Re di Thalassar, e Principe della Dinastia Serakh. Con Braxos accompagna il Re nelle missioni di Stato e, quando il sovrano è lontano, siede nella sala del consiglio di Basileia Thalassar accanto al logoteta Nikephoros.
Dei tre fratelli è il più composto. Con Thalios usa il «voi» e il titolo anche in privato, e quando lo contraddice lo fa chinando il capo; con Braxos, invece, ha la pazienza corta del fratello che si sente costretto a fare da balia. Nei suoi lineamenti si riconosce la parentela con il Re, ma, come ha osservato qualcuno, con più ambizione che carisma e più disciplina che bellezza.
Aspetto
Iason è rigido e ossuto. Ha un volto stretto, il naso sottile e una bocca che pare perennemente serrata per trattenere qualche rimprovero. In sella tiene la schiena perfettamente dritta e lo sguardo fisso davanti a sé, come se l’intera processione dipendesse dalla precisione della sua postura. Accanto a Thalios sembra, come Braxos, una versione imperfetta della stessa figura.
Personalità
È prudente, attento all’etichetta e consapevole del prezzo delle decisioni. Ricorda a Braxos che la famiglia viaggia in veste ufficiale, si scusa con il Re per le volgarità del fratello e, quando ritiene che una guerra sia imprudente, lo dice, ma con cautela, e smette appena capisce che insistere sarebbe pericoloso. Ha la mente del funzionario più che del soldato: conosce i ministri, il tesoro, i registri e le famiglie della corte.
Thalios lo considera il più pericoloso dei due fratelli: ambizioso, paziente e abbastanza intelligente da nascondere ciò che desidera dietro l’obbedienza. Non so se il Re abbia ragione. So che a Thalassar il potere non si divide, e che un uomo così ordinato da contare i propri inchini probabilmente conta anche quelli degli altri.
La sua cortesia non va scambiata per mitezza. Con la sorella è galante e gentile nella forma, ma nella sostanza la considera, come il resto della corte, un bene della famiglia; e lo dice con lo stesso tono garbato con cui un banchiere vi spiega che il prestito è scaduto.
Prima degli eventi
Iason è cresciuto dentro il «piano» con cui Thalassar prepara da tre generazioni la conquista delle Selve di Amana, e lo difende come un’eredità di famiglia più che come un capriccio del Re. All’inizio della vicenda le legioni del generale Agrios stanno per assediare l’Oasi di Keshar, e Iason ritiene che avrebbero già dovuto prenderla.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Iason entra in Aeterna su un cammello accanto a Thalios, in tunica viola ricamata, per il concilio convocato da Lucius Aurelianus. Rimprovera Braxos, che chiama la Capitale «Un acquitrino maleodorante», e rinnova al Re il proprio disappunto: con la guerra nel Sud alle battute finali, Sua Maestà avrebbe dovuto restare con le truppe. Thalios lo mette a tacere con un mezzo sorriso, dicendogli che Braxos è volgare ma meno sciocco di lui. Quando il Re annuncia che, dopo Arakhan e Amana, penserà al resto del Continente, Iason china il capo: «Un piano eccellente, mio fratello e mio Re.»
Dopo lo scontro del Re con Caelorn Varricus, Thalios ordina ai fratelli di tornare subito a Thalassar e di preparare la guerra contro Solthar: mappe, strade, porti, guarnigioni, nobili da corrompere, e la flotta da muovere. Iason obietta che servirebbero mesi e che una guerra contro Arakhan, Amana e Solthar nello stesso momento non sarebbe prudente. Il Re lo interrompe con un gesto e ricorda chi porta la corona: «a Thalassar i fratelli non governano insieme. E prima o poi, i fratelli possono diventare ostacoli». Iason china profondamente il capo: «Partiremo all’alba.»
A Chrysepolis i due Principi attraversano l’atrio del Palazzo ancora coperti di polvere, tra servi e funzionari prostrati. Iason bacia la mano guantata di Thaleia e le dice che nemmeno il Palazzo riesce a renderle giustizia; ma quando lei chiede di assistere al consiglio le spiega che tasse, eserciti e guerre non sono argomenti per una Principessa, e chiude la discussione con garbo e fermezza:
«Sei una donna. Non devi preoccuparti di queste cose, ci pensano gli uomini.»
Nella sala privata, senza sapere che la sorella li ascolta da dietro una grata, Iason riconosce che Severian Corvus aveva buone ragioni per essere preoccupato, pur giudicando Valdoran troppo lontano per essere un pericolo. Del fratello Re dà il ritratto più lucido che si sia sentito a corte:
«È brillante», continuò Iason. «Questo glielo riconosco. Sa convincere gli uomini, comprendere ciò che desiderano e mostrare loro soltanto la parte di sé che devono vedere. Ma deve sempre essere il centro della stanza.»
Ricorda a Braxos che il piano su Amana non è un capriccio, ma un lavoro di tre generazioni, e approva la proposta del logoteta di una guerra limitata contro Solthar: accontentare Thalios, logorare Varricus e conservare il grosso delle forze. Quando la conversazione passa a Thaleia, è lui a chiedere quanto valga oggi la sorella; a Marcellus Virex di Caldor riserva una smorfia, «Quello sgradevole pidocchio?», e sostiene che una moneta così preziosa non può restare chiusa in una cassa: «Thaleia non è soltanto di nostro fratello. È della dinastia.» Alle allusioni di Braxos sul desiderio del Re risponde con un sorriso sottile e un riferimento agli antichi Imperatori, quando il sangue della famiglia doveva restare nella famiglia. Sono le parole che spingeranno la sorella prima dalla madre Cassiane e, qualche settimana dopo, alla fuga.
