Valeri Caelnius

Informazioni

CampoValore
SessoMaschio
EtàPoco più di vent’anni
TitoloDuce
RegnoValdoran
AffiliazioneEsercito di Valdoran
SovranoSeverian Corvus
PadreDecimus
DimoraUn Castello sulla costa orientale del Mare del Nord
Prima apparizioneL’età dei regni

Valeri Caelnius è uno dei Duci di Valdoran, signore di un Castello affacciato sul freddo Mare del Nord, a oriente, e delle terre che da quelle spiagge di pietra scura risalgono fino alla valle aperta verso la Foresta Nera. Ha poco più di vent’anni ed è il più giovane Duce del Nord: l’ultima volta che il Regno ha chiesto il giuramento dei Castelli, per il suo ha giurato un tutore.

È figlio di Decimus, soldato e Duce, e appartiene a una Gens il cui Monumentum di famiglia sta nel Castello, accanto a quello degli antenati. Nei pochi anni in cui ha governato da solo ha fatto ciò che nel Nord pochi considerano un merito: ha evitato guerre, scorribande e saccheggi, ha riparato strade, rinforzato granai e tenuto rapporti decenti con i feudi confinanti. I Duci più anziani lo considerano debole; qualcuno dice che la sua generazione sia cresciuta senza capire il valore della gloria.

Quando l’Orda passa il Limes e il Re chiama a raccolta i Castelli, Valeri risponde, ma a modo suo. Ed è da quel modo che comincia tutta la sua storia.

Aspetto

Valeri è alto e massiccio, con la resistenza di chi ha passato anni a cavalcare, combattere e sopportare gli inverni del Nord. Una lunga cicatrice gli attraversa la guancia sinistra, da poco sotto lo zigomo quasi fino alla mascella. Ha occhiaie scure da notti brevi e capelli castani troppo lunghi per un soldato disciplinato, che sotto la pioggia gli ricadono sugli occhi e sulle spalle. Veste da comandante del Nord: cotta di maglia fitta e ben tenuta sopra una tunica scura, rinforzi di cuoio sulle spalle, spada d’acciaio fatta per durare più che per impressionare, e un pesante mantello di lana fermato da una fibula d’argento annerito. L’elmo, a cresta bassa, lo tiene appeso alla sella.

Personalità

Da bambino Valeri credeva al Nord dei racconti paterni: campagne oltre il Limes, fortezze imperiali, Duci alla testa di migliaia di uomini, barbari sempre feroci e uomini di Valdoran sempre coraggiosi e giusti. Ha smesso di crederci presto. L’assassinio del padre, colpito alle spalle da uomini del Nord per qualche pascolo, gli ha insegnato che i valdoraniani hanno fame, paura e ambizioni come chiunque altro, e che tradiscono e uccidono per un tratto di terra esattamente come gli uomini del Sud.

Ne ha ricavato un modo di pensare da amministratore più che da eroe. Sa che prima delle insegne e dei giuramenti servono scarpe asciutte, razioni sufficienti, cavalli nutriti e la speranza di tornare a casa; sa che i suoi soldati sono contadini, pastori e pescatori, e che una pietra incisa non spiega a una madre perché il figlio non torna. Eppure non è un ribelle: si considera vincolato al dovere del suo rango, si inginocchia secondo il protocollo e ripete a sé stesso, la sera, che conta vivere rettamente secondo la Legge. Quel conflitto tra il dovere che ha ereditato e la realtà che vede è il suo tratto più vero.

Parla poco e con prudenza, ma ha un’ironia asciutta che gli scappa quando qualcuno, come il vecchio Varro, si perde nelle glorie di un tempo. Ha già combattuto contro razziatori affamati, schiavi fuggiti e piccole tribù oltre il confine, e ha visto i suoi compatrioti appendere satiri alle mura per le corna: allora lo chiamava giustizia. Diffida di chi ha una risposta per ogni domanda, e Aeterna, dice lui, ne è piena.

Prima degli eventi

Valeri è cresciuto ascoltando per ore le storie di suo padre e sognando di succedergli al comando del Castello. Decimus voleva morire in battaglia secondo i precetti della Legge, con il nome inciso su un Monumentum degno del suo rango; fu invece assassinato negli ultimi anni della Guerra Civile, colpito alle spalle sulla strada del Castello per una disputa sui confini di alcuni pascoli. Gli assassini erano uomini del Nord, nati a meno di una giornata di cavallo: vennero processati e giustiziati secondo la Legge, i loro nomi cancellati, le famiglie spogliate dei beni. Nessuna sentenza gli restituì il padre.

Molti dei suoi Centurioni avevano servito Decimus; con i più giovani Valeri è cresciuto nei villaggi attorno al Castello. Chi fosse il tutore che giurò per lui le mie fonti non lo dicono. Viene naturale pensare a Varro, che gli cavalca accanto e lo chiama «giovanotto mio», ma è un’ipotesi mia.

Quando l’Orda sfonda il Limes, Severian promette una campagna breve, una battaglia decisiva e il ritorno a casa prima della semina. Passano invece mesi di marce, villaggi bruciati e pattuglie scomparse, e l’inverno finisce senza che nessuno abbia visto il grosso del nemico.

Eventi nella saga

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