Varro

Informazioni

CampoValore
SessoMaschio
TitoloDuce
RegnoValdoran
AffiliazioneEsercito di Valdoran
SovranoSeverian Corvus
Uomini al seguitoOttocento
Prima apparizioneL’età dei regni

Varro è un vecchio Duce di Valdoran, l’amico più antico e il consigliere più fidato di Re Severian Corvus. Ha combattuto al suo fianco per più di trent’anni, e il Re gli permette ciò che non permette a nessun altro: stargli accanto senza titoli, cerimonie o formule di rispetto. Lui ricambia chiamandolo per nome, anche davanti agli altri, e inchinandosi male, perché non è abituato a piegare la schiena davanti a Severian.

È uno di quegli uomini che non attirano gli sguardi quando entrano in una stanza, ma che finiscono sempre per reggere il peso delle decisioni altrui: adatti a consigliare i Re, abbastanza saggi da non desiderare di diventarlo. Molti anni fa la sua ferocia lo rendeva temuto persino oltre il Limes, e anche da vecchio è un soldato che i soldati rispettano.

Aspetto

Varro ha il volto scavato, che lo fa sembrare più vecchio dei suoi anni, lunghi capelli grigi che gli cadono sulle spalle e una barba grigia. Ha mani nodose e voce roca, abbastanza da farsi sentire senza alzarla. Veste come il suo Re: armatura semplice, cotta di maglia ben tenuta e segnata dall’uso, spallacci di cuoio pieni di graffi che nessun servo ha provato a nascondere, pesante mantello di lana scura. In campo gira volentieri con la lancia in pugno.

Personalità

Varro vive in un mondo che esiste soltanto nei suoi ricordi. Rimpiange le campagne annuali oltre il confine, quando dopo ogni razzia si bruciavano i villaggi più vicini al Limes e si portavano a Sud abbastanza prigionieri da ricordare ai barbari il prezzo delle loro incursioni; rimpiange i tempi in cui chi abbandonava il posto perdeva la testa, il nome nei registri e il Monumentum. Disprezza la truppa di oggi, i limitanei che lasciano le torri vuote e i contadini che si credono soldati perché qualcuno ha dato loro una lancia. Gli scappa ancora di dire «esercito dell’Impero» al posto di «esercito del Continente»: una vecchia abitudine, si giustifica. Non crede ai sovrani del Sud, ma crede ancora ai giuramenti fatti davanti al Silenzio.

Eppure il giovane Valeri Caelnius, che pure smette di ascoltarlo quando parte con le glorie di un tempo, gli riconosce ciò che conta: Varro non ha mai abbandonato una battaglia, marcia per giorni con gli uomini, mangia le loro razioni, resta sveglio nei turni più duri e non chiede a nessuno ciò che non sopporterebbe per primo. Quando la realtà smentisce i suoi metodi diventa più severo, come se il fallimento dimostrasse soltanto che non sono stati applicati con abbastanza durezza. Ma in privato, davanti al suo Re, sa essere più lucido di tutti. Con Valeri usa il voi e un tono quasi paterno, «giovanotto mio», «mio giovane Valeri», e un’ironia involontaria che a volte ferisce più di una frecciata.

Prima degli eventi

Di lui si racconta che abbia attraversato fiumi in piena, resistito ad assedi e continuato a dare ordini con una freccia piantata nella spalla. Nei mesi dell’invasione Varro ha combattuto a Occidente, intercettando colonne di razziatori e giustiziando gli schiavi fuggiti che li aiutavano.

Eventi nella saga

Voci correlate