Fiume Tauria
Il Tauria è un fiume del Nord di Valdoran che scorre ai piedi delle montagne, nelle vallate che salgono verso il Grande Limes Settentrionale. In primavera, quando la neve si scioglie sulle cime e piove per settimane, si gonfia fino a diventare invalicabile: l’acqua corre scura tra le sponde trascinando tronchi, carcasse di animali e intere zolle strappate ai campi.
«E il Tauria è in piena. Con la neve che si scioglie lassù, non lo passerebbe nemmeno un pesce.»
Così lo descriveva il vecchio Varro, che di fiumi in piena ne aveva attraversati parecchi. Per un esercito un fiume così è un muro, e un muro, come sa chiunque abbia fatto il soldato al Nord, protegge chi ci sta davanti finché non diventa la sua tomba. Della sorgente e della foce del Tauria non so nulla: lo conosco soltanto nel tratto in cui, una primavera, il Nord andò a morire.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Il castrum sul fiume. Due mesi dopo il concilio di Aeterna, l’Esercito di Valdoran erige un enorme [[Castrum|castrum]] in una vallata tra le pendici dei monti e il Tauria: il fossato chiude tre lati, la corrente il quarto. Il piano di Severian e Varro è chiudere i passi e schiacciare l’Orda contro il fiume; il fianco destro dell’avanguardia, affidato a Valeri, dovrà avanzare sul terreno basso e tenere il contatto con la riva, con il rischio di restare stretto tra l’acqua e il nemico.
La valle della battaglia. L’Orda si raduna proprio lungo il Tauria, dove il fiume compie una curva alle spalle del suo accampamento, a due giorni di marcia dal castrum. Il fiume la protegge da un accerchiamento ma può diventare la sua tomba: in caso di sconfitta migliaia di uomini cercherebbero di attraversarlo insieme. Il disastro, però, tocca al Nord. La Battaglia del Tauria distrugge l’esercito di Valdoran, e la notizia della disfatta lungo il fiume viaggia più veloce degli uccelli messaggeri. Pochi giorni dopo il fiume è ancora gonfio, e i barbari vi conducono i mammut a lavarli e medicarli.
