Sommo Pontefice
Informazioni
Campo Valore Tipo Carica ecclesiastica suprema Titoli Sua Santità; Custode degli Archivi e Supremo Giudice della Memoria Eletto da il Conclave Sede Cittadella Imperiale, Aeterna Seggio il trono centrale dei nove troni del concilio Titolare Lucius Aurelianus Prima apparizione L’età dei regni
Il Sommo Pontefice è la guida della Chiesa del Silenzio e, di fatto, il signore di Aeterna. Lo si chiama Sua Santità, Vostra Santità quando gli si parla, e nei proclami solenni «Custode degli Archivi e Supremo Giudice della Memoria». I Silenti che ne portano gli ordini parlano del suo seggio come del «trono della Chiesa e di Aeterna». Quando cominciano i fatti che racconto, il titolo appartiene a Lucius Aurelianus, un vecchio alto e consumato che da decenni cerca di tenere insieme ciò che resta del Continente con pergamene, ammonimenti e pazienza.
Fra i poteri terreni il Pontefice occupa un posto strano. Non porta corona e non comanda legioni, ma siede fra i nove troni che i sovrani di Aeterra dispongono a semicerchio, nella Sala del Trono della Cittadella Imperiale, davanti al trono imperiale vuoto: otto per i Re, uno per la guida della Chiesa, al centro. È lui a convocare il concilio dei Re, a presiederlo e a sospenderlo. E soprattutto è lui, come dicono i suoi titoli, a custodire gli archivi e a giudicare la Memoria: le genealogie, i Monumenta e i registri da cui dipendono la legittimità delle dinastie e il destino dei morti.
Elezione e insediamento
Il Pontefice è scelto dal Conclave, a porte chiuse, nella Cittadella. La scelta va poi riconosciuta formalmente dai Regni, ma l’eletto comincia a governare subito: indossa il manto, si presenta alla cremazione del predecessore e viene accolto da un solo, lungo rintocco della Magna Campana. La morte di un Pontefice, invece, si annuncia con tre rintocchi separati da lunghe pause; seguono drappi neri e argentati sulla Cittadella, campane per giorni, botteghe chiuse, il corpo esposto fra cera e incenso e infine la cremazione nella grande piazza, come per ogni uomo di Chiesa.
Vesti e insegne
Il Pontefice veste di nero, il colore della Chiesa, e d’argento, che per i preti è il colore della purezza dell’immobilità. Aurelianus porta semplici vesti nere, senza oro né gemme, con una sottile fascia d’argento attorno alla vita che ne indica il rango, e il grande Cappello circolare della Chiesa, che ogni anno gli sembra più pesante nonostante sia di stoffa. Il manto pontificio è una tunica nera e un pesante mantello bordato d’argento. Da morto il Pontefice viene vestito di bianco, con il simbolo circolare argentato del Silenzio sul petto. Gli atti pontifici viaggiano su pergamena nera, in lettere o inchiostro d’argento, sigillati con l’argento pontificio o con la cera nera della Chiesa.
Che cosa si dice dei Pontefici
Di Aurelianus si dice che sia un uomo buono, e i preti che lo dicono lo pronunciano con il fastidio riservato a chi ha avuto troppi scrupoli. Io l’ho paragonato al vecchio custode di una biblioteca in fiamme, che sposta i volumi lontano dal fuoco rimproverando con gentilezza chi continua a versare olio sul pavimento. Re Severian Corvus lo giudica «troppo buono per quella sedia», e il suo amico Varro gli risponde che proprio per questo non durerà. Quanti Pontefici abbiano preceduto Aurelianus, e quali nomi portassero, non sono mai riuscito a farmelo dire.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Aurelianus presiede il concilio dei Re sul trono centrale, con Titus sempre alle spalle, e lo sospende quando Thalios Serakh e Caelorn Varricus arrivano quasi alle mani. Poco dopo muore (vedi morte di Lucius Aurelianus). Il Conclave elegge Titus nella notte; alla cremazione il nuovo Pontefice indossa già il manto, e il Silente che porta l’Editto della Magna Campana a Thalios lo proclama «Sua Santità Titus, Custode degli Archivi e Supremo Giudice della Memoria».
Titus porta la carica in un altro modo. Rifiuta gli appartamenti dei predecessori e lavora in una stanza che un tempo ospitava l’archivio militare della Cittadella, con una sola lampada a olio; non porta anelli né bracciali, a differenza dei Cardinali, e detesta le genuflessioni. Sulle torri della Cittadella fa issare bandiere nere senza ricami. Il Pontefice che sotto Aurelianus convocava i Re per mediare diventa, con lui, quello che li giudica dai risultati.
Voci correlate
- Chiesa del Silenzio
- Conclave
- Cardinale
- Cittadella Imperiale
- Magna Campana
- Editto della Magna Campana
- Lucius Aurelianus
- Titus
- Successione di Aurelianus
- Nodus Urbis Aeternae
- Collegio della Continuità
