Senza Seno
Informazioni
Campo Valore Tipo Rito di iniziazione e casta Popolo Amazzoni di Amana Luogo del rito Tempio della Capitale, davanti alle radici dell’Albero Madre Officianti Sciamani di Amana Scelta Prove delle Matriarche al primo sangue Corpo armato Guerriere Scelte Prima apparizione L’età dei regni
Senza Seno è il nome delle guerriere di Amana a cui, all’ingresso nella casta guerriera, gli sciamani hanno reciso il seno destro. Lo usano le Amazzoni stesse, senza vergogna, e lo usano con tutt’altro tono i soldati di Thalassar che sono tornati vivi dalla Selva. Le Senza Seno sono le Guerriere Scelte: quando la Regina Myrina concede a sua figlia cinquecento Guerriere Scelte, precisa subito dopo «Cinquecento Senza Seno», come se fossero due modi di dire la stessa cosa. Ad Amana la guerra appartiene a loro.
La cicatrice non viene nascosta. Le armature delle guerriere sono piatte su quel lato del petto, e sul petto della Regina c’è lo stesso marchio comune a tutte le donne della casta. Le altre, quelle che non lo portano, nei racconti si chiamano donne «intere».
Che cosa si crede
Gli uomini del Continente raccontano che quelle donne si facciano tagliare il seno destro per liberare la linea dell’arco e lasciare che la corda sfiori il torace senza ostacoli. Nessuno di quelli che lo ripetono ha mai visto il rito, e chi viene catturato dalle Amazzoni raramente torna con abbastanza lingua per raccontare qualcosa. A giudicare da ciò che ho sentito, l’arco c’entra poco. Myrina lo dice in modo più sbrigativo: le Figlie potrebbero colpire una mosca a cento passi anche con entrambi i seni.
«Quel taglio è un patto.»
Il patto, a quanto capisco, è questo. La guerriera rinuncia a una parte del corpo con cui è nata, alla morbidezza, alla vita comune e al diritto di appartenere soltanto a sé stessa; diventa, con le parole della Regina, madre della patria e figlia della Foresta. Non combatte qualche anno prima di sposarsi e tornare a casa, come i nostri coscritti tornano ai campi: viene fatta guerriera e resta guerriera finché muore. Ha consegnato una parte di sé alla Foresta prima ancora di conoscere il volto del nemico che un giorno combatterà. È un giuramento di sangue che fa sembrare quelli dei nostri soldati fiabe per bambini.
Il rito
Quando una bambina di Amana ha il primo sangue affronta le prove delle Matriarche. Le più resistenti, rapide e forti vengono separate dalle famiglie e condotte nei campi di addestramento; le altre tornano ai villaggi per amministrare, coltivare, commerciare e comandare gli uomini. Le prescelte vengono portate nel Tempio della Capitale, davanti alle radici dell’Albero Madre. Lì gli sciamani recidono loro il seno destro, cauterizzano la ferita, la trattano con linfe e veleni diluiti e la coprono con foglie medicamentose. Myrina tenne ferma con le proprie mani la figlia Selene, ne sentì le urla e l’odore della carne quando gli sciamani chiusero la ferita. Alcune muoiono dissanguate o consumate dalla febbre. Le sopravvissute diventano Senza Seno.
Il sangue versato sulle radici è anche quello della madre, dice Myrina, e per una Regina il prezzo ha un nome preciso: «Ho sacrificato mia figlia per ottenere un generale.»
Vita e generazione
Una guerriera non smette di essere donna di Amana. Myrina, Senza Seno, è madre di Selene; le guerriere che partono per Arakhan lasciano a casa figli e compagne e qualcuna conserva soltanto un frammento di corteccia inciso con il nome dei figli. Ho sentito dire che perfino i loro ventri sono messi al servizio della Foresta e della generazione successiva. Come questo si accordi con ciò che la Regina dice della Notte della Linfa, dove a unirsi agli uomini scelti dalle Matriarche sarebbero «le altre donne», non lo so: lo segnalo, e lascio che sia qualcuno più vicino alla Selva a sciogliere il nodo.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Nella Sala del Trono Myrina posa la mano sulla piastra piatta che copre il petto di Selene e le ricorda il giorno del Tempio, per spiegarle quanto costi ogni guerriera ad Amana. Poi le concede cinquecento Senza Seno per Arakhan. Fuori dalla Selva i sopravvissuti di una pattuglia thalassariana, raccolti in un villaggio di confine, delirano parlando delle Senza Seno come di ombre dipinte che colpiscono e scompaiono; uno ripete che le foglie respirano. A Keshar ne muoiono più di duecento.
