Lettera di un limitaneo alla madre

Informazioni

CampoValore
TipoLettera privata, dettata
ProvenienzaUna torre del Grande Limes Settentrionale
Emesso daUn limitaneo, per mano del cappellano
EpocaEtà dei Regni, d’inverno
SupportoTavoletta di cera, ricopiata nel registro del cappellano
CopiaCopia del Disertore, dal registro
VociLimitanei, Valdoran

Sul Limes quasi nessuno sa scrivere, e le lettere a casa le scrive il cappellano, che passa di torre in torre una volta al mese con le tavolette e il sale per i morti. Prende un rame a lettera, due se è lunga. Ogni lettera la ricopia nel suo registro prima di mandarla: per sicurezza, diceva lui, se il mulo cade in un torrente. Gli uomini dicevano che il registro lo leggeva anche il Capitano. Questa l’ho copiata da lì. Il nome della torre e quello del ragazzo li ho tolti io.

Testo

Madre,

ti scrivo per mano del cappellano, che vuole due rami se la lettera è lunga, quindi sarò breve.

Sto bene. Il freddo è quello di sempre. Alla torre siamo in tre, anche se sul ruolo ne risultano dodici. Il Capitano dice che gli altri arriveranno con la buona stagione.

La paga dell’autunno non è ancora arrivata. Quando arriva ti mando la metà con il carro del sale. Se non arriva, ti mando il sale.

Mi servono due paia di calze di lana e il mantello di mio padre, se nessuno lo usa. Dalli al mulattiere che sale per la fiera e fagli scrivere sopra il nome della torre, così il magazziniere non se li tiene.

Di notte si sente il corno della torre di fianco. Vuol dire che anche loro sono svegli.

Saluta mia sorella. Dille di non sposare il figlio del mugnaio, che beve.

Tuo figlio, [nome tolto], limitaneo. Il suo segno.

Annotazione del Disertore

Ne ho dettate anch’io, di lettere così, e le ho fatte corte per lo stesso motivo. Nel registro del cappellano si somigliavano quasi tutte: il freddo, la paga che non arriva, le calze, qualcuno da salutare. Le cose importanti stavano in una riga sola, in mezzo alle altre, dove il Capitano non le avrebbe notate.

In questa la riga è «siamo in tre, anche se sul ruolo ne risultano dodici». Il ragazzo non si lamenta. Lo dice e basta, e passa alle calze. Sua madre l’avrà capita meglio del Capitano.

Il corno della torre di fianco è una cosa che chi non è stato lassù non capisce. Di notte, su una torre con tre uomini, sapere che anche gli altri sono svegli è quasi tutto quello che si ha.