Bando della Fiera dell’Autunno

Informazioni

CampoValore
TipoBando pubblico
ProvenienzaFerrata, ai piedi dei passi dove si incontrano le tre strade
Emesso daIl Maestro dei Passi, per il Re e per i consorzi
EpocaEtà dei Regni; si rilegge ogni autunno, uguale
SupportoGridato a voce; inciso su una tavola di larice appesa al palo della fiera
CopiaTrascritta dal Disertore
VociDenaro e mercati, Viaggiare ad Aeterra

Ogni anno, nell’ultima settimana prima che la neve chiuda i valichi, ai piedi dei passi di Ferrata si tiene la Fiera dell’Autunno, il mercato più grande del Regno. Il bando che la apre viene gridato dal banditore del Maestro dei Passi e resta appeso a un palo per tutta la durata della fiera, inciso su una tavola che, a giudicare dalle tacche, è la stessa da molte generazioni.

Testo

BANDO DEL MAESTRO DEI PASSI
Si fa sapere a chi sale e a chi scende.

I. La Fiera dell’Autunno si apre il giorno in cui il Maestro fa suonare il corno grande, e si chiude quando lo fa suonare tre volte, cioè quando la neve è sui valichi. Chi è ancora sul passo dopo il terzo corno ci resta a suo rischio, e il Regno non lo va a prendere.

II. Pedaggio: un rame per uomo, due per mulo, sei per carro. Si paga una volta all’entrata. All’uscita si mostra il segno.

III. Moneta: si prende l’argento di Solthar e il sesterzio, pesati sulle bilance del Maestro e su nessun’altra. Le tessere di pozzo valgono soltanto agli spacci del proprio consorzio. Chi le dà a un forestiero come moneta buona paga il doppio.

IV. Armi: prima si serve la Chiesa, al prezzo calmierato stabilito ad Aeterna e per la quantità scritta nella lettera del suo procuratore. Poi chiunque, al prezzo che trova. Le lame si vendono con il marchio della valle intero; una lama senza marchio è una lama rubata.

V. Pane: il prezzo del pane lo grida ogni mattina il banditore. Chi lo vende sopra il prezzo gridato perde il pane e il banco. Dopo il secondo corno, il prezzo non lo grida più nessuno.

VI. Chi tira fuori una lama dentro la fiera la lascia al Maestro. Se ha colpito, lascia anche la mano.

VII. I forestieri dormono nelle baracche della fiera e non salgono ai passi senza la tessera del Maestro.

Per il Re e per i consorzi, il Maestro dei Passi.

Annotazione del Disertore

Il quinto punto è il più onesto che abbia mai letto in un bando. Finché la neve è lontana il prezzo del pane lo fa il Maestro; quando suona il secondo corno, cioè quando la neve è vicina e tutti devono comprare provviste per l’inverno, il prezzo lo fa la neve, e il Maestro ha il buon gusto di non fingere il contrario. Ho visto un pane triplicare di prezzo fra la colazione e il tramonto, e la gente comprarlo lo stesso. Chi non poteva comprarlo saliva ai passi con quello che aveva in tasca, e pregava che bastasse.

Della Chiesa che si serve per prima, a Ferrata, si parla poco volentieri. Compra al prezzo che decide lei, e i fabbri lo sanno; per questo, dicono i mercanti di Solthar, le lame migliori non arrivano mai alla fiera prima del secondo giorno.

Quanto alla mano, l’ho vista perdere una volta sola, a un ragazzo di Vindelia che aveva tirato fuori il coltello per un pane. Gliela tagliarono sul ceppo del macellaio, davanti al banco del Maestro, e la inchiodarono al palo del bando, accanto alla tavola, dove rimase fino al terzo corno. Per il resto di quella fiera ho visto moltissime lame restare nel fodero.