Kriss
Informazioni
Campo Valore Tipo Pugnale a lama serpeggiante Popolo Amazzoni di Amana Materiale Metallo nerastro raccolto fra le radici degli alberi più antichi Uso Corpo a corpo, quasi sempre con veleno sulla lama Chi lo porta Le Guerriere Scelte, alla cintura Prima apparizione L’età dei regni
Il kriss è il pugnale delle Amazzoni di Amana: una lama ondulata, serpeggiante, che le guerriere portano alla cintura e su cui spalmano veleni capaci di uccidere un uomo in pochi minuti. Le Figlie lo usano dove una lancia lunga diventa un ingombro, nel fango, fra le tende, sulle mura, infilandolo sotto le ascelle, dietro le ginocchia, sotto il mento e nelle fessure delle maglie. Le lame serpeggianti entrano nella carne e, quando escono, lasciano ferite larghe e irregolari; e anche quando non uccide il ferro, uccide quello che c’è sopra.
Il metallo
I kriss, come le punte delle frecce amazzoni, sono forgiati con un metallo raro che si raccoglie fra le radici degli alberi più antichi della Selva. Darion, il mercante di legname che mi ha raccontato queste cose, sosteneva che certe piante assorbano dal terreno particelle di minerale e le accumulino in noduli durissimi. Un marinaio che beveva con noi giurava invece che fosse il sangue pietrificato di una dea caduta dal cielo; Darion gli rispose che il sangue della dea si vende a peso d’oro nei mercati di Thalassar e che, se fosse vero, la poveretta dovrebbe essere ormai dissanguata. Qualunque ne sia l’origine, quel ferro tiene il filo, e i kriss migliori passano di madre in figlia per generazioni.
Una punta di freccia fatta dello stesso metallo l’ho vista con i miei occhi, estratta dalla spalla di un soldato thalassariano che nel frattempo era diventato un cadavere: nerastra, impossibile da scalfire con le tenaglie del cerusico, aveva attraversato cotta di maglia, carne e parte della scapola. Il mercante che mi spiegò da dove venisse pretese tre monete per l’informazione e altre cinque per non dire ai soldati che l’avevo nascosta sotto il mantello.
Fabbricazione
Il metallo si lavora nelle armerie della Città Sospesa, dove sono le fabbre a battere il ferro. Le lame vengono scaldate, battute e affilate; le fabbre controllano il filo con il pollice, poi le immergono in miscele di olio, linfa e polveri minerali che induriscono il taglio e lasciano sul metallo venature scure. Mi sarebbe piaciuto vedere quelle officine. Ho deciso che le osserverò da una distanza rispettosa: per le Figlie essere un uomo del Continente è già una colpa sufficiente.
Il veleno
Una lama è soltanto metà del problema. Le Amazzoni estraggono veleni da fiori, funghi, rane, serpenti e piante che un uomo del Continente non degnerebbe di uno sguardo: alcuni paralizzano i muscoli, altri impediscono al sangue di coagulare, e per certi basta un taglio superficiale. All’inizio non si sente quasi nulla; poi le dita diventano rigide, le gambe pesanti e il respiro sempre più corto.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Nell’assalto al castrum thalassariano Selene apre la gola al primo soldato che le si para davanti con un unico movimento del kriss. Dopo l’interrogatorio, Livia pratica sull’avambraccio del capitano prigioniero un’incisione così piccola che non ne esce sangue, e gli taglia le corde: Selene ha giurato di lasciarlo andare, e lo lascia andare. A Keshar le Amazzoni combattono sulle mura e nei vicoli con il kriss quando le frecce finiscono; Selene, nel deserto, lo solleva davanti alle superstiti promettendo che non torneranno ad Amana finché il deserto non avrà restituito il doppio dei morti.
