Curie di Solthar

Informazioni

CampoValore
TipoConsigli cittadini
RegnoSolthar
Sede principaleIl palazzo della Curia, nella Trapeza di Thalmyra
MembriI maggiorenti della città: Case, nobili, arti, maestri
CompitiMercati, pesi e misure, acqua, mura, guardia, fuochi dei promontori
Vedi ancheKymessa, Case di Solthar

Le Curie sono i consigli che governano le città di Solthar: Thalmyra, Kymessa, Calydra e le altre. Il Re governa il Regno, le Curie governano le strade, e a Solthar nessuno trova strano che le due cose vadano avanti insieme, purché i conti tornino. Ogni Curia ha il suo palazzo, la sua torre e la sua campana, che suona per le adunanze e, a quanto dicono i suoi cittadini, sempre all’ora sbagliata.

Chi ne fa parte

Siedono in Curia i maggiorenti della città: i capi delle Case di banca e d’armamento, i nobili che il porto chiama con un certo affetto «i Libri», i maestri delle arti, cioè le corporazioni di mestiere, e, a Thalmyra, due maestri dell’Accademia. A Kymessa ci siedono anche i capi dei maestri d’ascia, che lì contano quanto un banchiere. Non si entra in Curia per elezione né per nascita, ma per una via di mezzo che i solthariani chiamano cooptazione e gli altri chiamano amicizia: chi siede sceglie chi siederà dopo, e sceglie quasi sempre i propri figli o i propri debitori.

Che cosa fanno

Le Curie tengono le cose che servono a una città per vivere. Tengono i mercati e i pesi: a Thalmyra la grande stadera pubblica della Curia sta nella Piazza della Bilancia, dietro il porto, e chi vende con pesi propri senza averli fatti marchiare rischia una multa e una notte nella Casa dei Debitori. Tengono l’acqua, con gli ufficiali che controllano le fontane, chiudono quelle che perdono e multano chi devia le condotte verso il proprio giardino. Tengono le mura e la guardia, pagata metà dalla Curia e metà dalla Corona: uomini del posto, con un elmo, una cotta, uno scudo e soprattutto una balestra. E tengono i fuochi dei promontori, accesi ogni notte per le navi.

Le liti di mare non le giudica la Curia ma la Corte del Molo, una loggia aperta su colonne imperiali alla Marina di Thalmyra; quelle di debito, i giudici del Re; quelle di libri, a quanto ho visto, nessuno, perché a Solthar una lite su un libro non finisce mai.

La Curia e il Re

Fra le Curie e la Corona c’è un equilibrio che nessuna legge descrive. Il Re ha il porto, i pedaggi, i granai e l’esercito; le Curie hanno la città, la sua guardia e i suoi soldi. Quando il Re ha bisogno di denaro straordinario convoca il Consiglio dei Banchi, e i capi delle Case che vi siedono sono spesso gli stessi uomini che siedono in Curia. Un Re di Solthar che volesse governare contro le Curie scoprirebbe in fretta che le porte della sua capitale si chiudono anche dall’interno.

Ogni Curia, poi, ha i suoi rancori. Quella di Kymessa litiga con l’ufficiale del Re su chi debba pagare il ponte delle chiatte; quella di Thalmyra ha separato secoli fa il borgo dei vetrai dalla città, perché i forni non incendiassero i libri, e i vetrai non l’hanno ancora perdonata.