Isarna

Informazioni

CampoValore
TipoCittà, sede del Re
RegnoFerrata
PosizioneAlla confluenza di tre torrenti, nel cuore delle montagne
GovernoIl Re e il Consiglio dei Mastri; un preposito per la città
PopolazioneQualche decina di migliaia, contando i pozzi; nessuno l’ha mai fatto davvero
Edificio principaleLa grande fucina della Corona
Luoghi notiLa Casa del Marchio, la pietra nera del Placito, la via dei Magli, i pozzi del Re
EconomiaLame, corazze, ferro in barre

Isarna è la città del Re di Ferrata, quella che i forestieri chiamano semplicemente Ferrata, come il Regno, perché per chi viene da fuori le due cose sono la stessa. Sta dove tre torrenti si incontrano, in fondo a una valle stretta che sembra scavata con un colpo d’ascia, attorno ai pozzi più profondi del Regno e alla grande fucina della Corona. È la città che fa le lame e le corazze migliori del Continente, e lo sa.

Ci sono arrivato di notte, la prima volta, e ho creduto che stesse bruciando. Non bruciava: lavorava.

Descrizione

La valle. Le case di pietra scura salgono sui fianchi della valle a gradoni, una sopra l’altra, con i tetti di lastre su cui si cammina come su una strada. Sopra i tetti corrono i canali: l’acqua dei tre torrenti viene presa più in alto e portata lungo i fianchi del monte, in gronde di pietra e di legno, fino alle ruote che muovono i mantici e i magli. Di giorno la città fuma; di notte brilla, perché le fucine non si spengono mai tutte insieme, e il cielo sopra Isarna ha un colore rossiccio che si vede dai passi.

La via dei Magli. La strada principale scende lungo il torrente più grande, e su entrambi i lati ci sono le fucine, una dopo l’altra, con le porte aperte e il fuoco in fondo. Ogni fucina ha il suo marchio inciso sopra l’architrave, e ogni marchio ha una storia che il mastro racconta volentieri, soprattutto se gli si compra qualcosa. Il rumore è continuo: i forestieri non dormono la prima notte, i ferratini non dormono senza.

I pozzi del Re. In alto, sopra la città, si aprono i pozzi più antichi, quelli scavati dall’Impero, con le torri di legno delle ruote e le catene di secchi. Sono della Corona, come tutta la montagna, e li lavorano squadre di otto o dieci uomini che scendono all’alba e risalgono al tramonto, quando risalgono. Sulla bocca di ogni pozzo c’è la nicchia del Profondo con la sua lampada.

La gente. Isarna è una città di uomini: mastri, garzoni, minatori, carbonai, mulattieri. Le donne tengono le botteghe, i conti e le osterie, e in molte case comandano loro, perché gli uomini passano la giornata sotto terra o davanti al fuoco. Ci si riconosce dalle mani: quelle dei fabbri hanno i dorsi segnati da piccole bruciature, e un garzone che chiede in moglie la figlia di un mastro, a quanto ho visto, si brucia apposta il dorso sul ferro caldo la sera prima, per mostrare che è uno di loro.

Il mercato. Isarna compra quasi tutto quello che mangia: il pane viene da Vindelia, il sale e l’olio da Solthar, il vino da chi lo vende. Il mercato del grano sta nella piazza bassa, dove arrivano i muli, e i prezzi salgono ogni volta che si parla di neve sui passi. Le armi, invece, non si vendono al mercato: si comprano in bottega, dal mastro, e poi si portano alla Casa del Marchio.

Luoghi notevoli

  • La grande fucina della Corona, al centro della città, con il forno più alto del Regno, alto come due uomini, e i magli mossi dalla ruota più grande della valle.
  • La Casa del Marchio, dove i saggiatori provano, pesano e marchiano ogni lama, corazza e punta di lancia che lascia il Regno. Un’arma di Ferrata senza marchio è un’arma di contrabbando.
  • La pietra nera sulla piazza, davanti alla quale si riunisce il Placito delle Valli all’apertura e alla chiusura dei passi, e dove il Re batte in pubblico il Primo Ferro della stagione.
  • La via dei Magli, lungo il torrente maggiore.
  • I pozzi del Re, sopra la città, i più antichi del Regno.
  • La cattedrale, piccola e scura, con un altare laterale al Profondo più ricco di quello maggiore.

Governo

Isarna è la città del Re, e il Re ci vive: Domitius governa da una sala del trono coperta di rastrelliere d’armi appena forgiate, dove i fabbri e gli ispettori lavorano mentre lui riceve. Accanto a lui siede il Consiglio dei Mastri, con i maestri fabbri, i capi dei grandi pozzi, il custode della Casa del Marchio e il Maestro dei Passi. La città ha il suo preposito, come ogni valle, che riscuote la quinta, giudica le liti minori e manda gli uomini alla leva. Le fucine si governano da sé, attraverso i mastri: un garzone impara a voce, sotto un mastro, e un fabbro che insegna i segreti della tempra a un forestiero perde il diritto al suo marchio.

Storia

Ai tempi dell’Impero da Isarna un procuratore imperiale amministrava le miniere di Ferrata, che erano fra le più importanti delle Province imperiali, e il ferro scendeva verso le fabbriche d’armi delle legioni. Durante la Guerra Civile la città vendette armi a tutti e minatori a chi li pagava; gli eserciti che provarono a prenderla, dicono a Isarna, trovarono i passi chiusi da frane e i villaggi vuoti, e se ne andarono più poveri di prima.