Manifesto di carico del porto di Chrysepolis

Informazioni

CampoValore
TipoDichiarazione d’ingresso nel registro del porto
ProvenienzaChrysepolis, ufficio del registro del porto mercantile
Emesso daLo scriba del registro, sotto dettatura del capitano
EpocaEtà dei Regni
SupportoCopia su carta di Thalmyra rilasciata al capitano; l’originale resta nel registro
CopiaTrascritta dal Disertore
VociDenaro e mercati, Thalassar

A Chrysepolis nessuna nave attracca senza dichiarare nome, carico e provenienza, e lo scriba del registro lo mette per iscritto prima che si cali una sola cassa. Le merci sdoganate ricevono un piombo con il serpente dei Serakh; senza quel piombo una balla di seta è merce rubata anche quando non lo è. Questa copia l’ho avuta da un capitano di Solthar che non ne aveva più bisogno e che, a giudicare dal suo umore, non aveva più bisogno nemmeno di Chrysepolis.

Testo

REGISTRO DEL PORTO MERCANTILE DI CHRYSEPOLIS
Ingresso dichiarato all’ora terza, banchina delle spezie.

Nave: la Nereide, rotonda, a due alberi, di Kymessa, registrata a Thalmyra.
Capitano: [nome tolto], di Solthar.
Equipaggio: ventidue uomini, nessun malato. Segnale giallo: non issato.
Provenienza: Calydra, con scalo a Thalmyra.

Carico dichiarato:
olio di Solthar, anfore trecentoquaranta;
vino di Solthar, chiaro, barili quaranta;
vetro e cristallo di Thalmyra, casse dodici, con paglia;
carta di Thalmyra, risme sessanta;
libri, una cassa, per la casa di [nome tolto], sigillata.

Commerchio, un decimo del valore stimato dagli estimatori del Re: pagato in sesterzi, al banco del registro.

Ispezione: casse aperte, cinque su dodici; anfore aperte, dieci; cassa dei libri, aperta per ordine dell’ufficiale e richiusa con il piombo.

Merci sdoganate. Piombo del serpente apposto.

Lo scriba del registro. Il capitano, che ha firmato.

Annotazione del Disertore

La riga che fece arrabbiare il capitano è l’ultima dell’ispezione: la cassa dei libri, sigillata per un cliente di Chrysepolis, era stata aperta «per ordine dell’ufficiale». A Thalassar si aprono i libri come si aprono le anfore, per vedere che cosa c’è dentro e se vale la pena tassarlo; a Solthar aprire un libro sigillato è un’offesa che si lava in tribunale. Il capitano mi disse che dentro c’erano trattati di astronomia. Gli credetti a metà.

Il commerchio è un decimo del valore stimato, e lo stimano gli uomini del Re: è per questo che i capitani di Solthar arrivano a Chrysepolis con l’aria di chi va dal medico e ne ripartono con quella di chi ci è stato. Ho visto un estimatore valutare dodici casse di vetro come se fossero dodici casse di cristallo, e un capitano pagarle come tali, perché la discussione gli sarebbe costata un giorno di banchina, e un giorno di banchina a Chrysepolis costa più della differenza.