Avviso di leva di un Castello del Nord
Informazioni
Campo Valore Tipo Avviso di leva Provenienza Valdoran, un Castello delle vallate meridionali Emesso da Il Duce del Castello, per il Re Epoca Età dei Regni Supporto Letto ad alta voce dal prete in ogni villaggio; una copia su tavola alla porta della chiesa Copia Trascritta dal Disertore Voci Esercito di Valdoran, Duce
Al Nord la leva non arriva per lettera: arriva con un uomo a cavallo, che porta una tavola al prete di ogni villaggio, e il prete la legge dopo la messa, due volte, perché nessuno possa dire di non aver capito. Questa l’ho copiata dalla porta di una chiesa delle vallate, dove era rimasta inchiodata finché la pioggia non se l’è presa, e il nome del Castello l’ho tolto io.
Testo
Il Duce del Castello di [nome tolto], per il Re e per il Nord, alle sorti delle sue terre.
Il Re chiama. Il Duce chiama.
Ogni sorte mandi un uomo che abbia passato il rito della maggiore età, sano e capace di marciare. Le sorti che non hanno un uomo lo trovino: un fratello, un cognato, un bracciante pagato. Le sorti che non lo trovano paghino in grano, quanto il ruolo dice.
Ogni uomo porti ciò che la sua sorte possiede: lo scudo, la lancia, il coltello, l’elmo chi l’ha, la cotta chi l’ha. Porti un mantello che faccia anche da coperta, scarpe buone e un paio di ricambio, e pane per dieci giorni. Il resto lo dà il Duce.
Il raduno è al prato sotto il Castello, il terzo giorno dopo questa lettura, all’ora del primo corno. Chi arriva dopo il secondo corno è segnato come assente.
Gli assenti senza giustificazione: la famiglia paga in grano, e il nome è letto in chiesa.
I Centurioni conducono gli uomini dei loro villaggi. Nessuno lasci il proprio Centurione. Chi lo lascia è cercato, e chi lo nasconde risponde come lui.
Le donne, i vecchi e i ragazzi tengano i campi. Il Duce farà mietere le sorti dei caduti prima delle proprie.
Gloria al Nord.
Annotazione del Disertore
Pane per dieci giorni, «il resto lo dà il Duce»: ho marciato abbastanza per sapere che vuol dire che per dieci giorni si mangia, e poi si vede. In un buon anno il Duce manda i carri dietro la colonna, in uno cattivo arrivano a guerra finita, e nel frattempo si mangia quello che c’è nei villaggi che si attraversano; i villaggi lo sanno, e quando passa una colonna del Nord le galline spariscono prima degli uomini.
Sui caduti il Duce promette di far mietere le loro sorti prima delle proprie. Quanti Duci lo facciano davvero non lo so, ma questo l’aveva fatto scrivere, e una promessa inchiodata alla porta della chiesa la conosce tutto il villaggio.
Leggere il nome degli assenti in chiesa è una pena peggiore del grano. Ho visto una madre andare a messa tre domeniche di fila con la testa bassa, mentre il prete ripeteva il nome del figlio, e alla quarta non venire più. Il figlio tornò a primavera, e per anni, in quel villaggio, nessuno gli vendette più niente.
Sul punto dei fuggiaschi non dico niente: chi legge questi Commentari sa perché.
