Sabkhar
Informazioni
Campo Valore Tipo Porto di saline e di pescatori Regno Arakhan Posizione Sulla costa occidentale, alla fine della pista che attraversa le pianure di sale Governo Un governatore del Re di Arakhan e il consiglio dei capisalina Popolazione Qualche migliaio, più i carovanieri di passaggio Edificio principale La torre del sale, sul molo Luoghi noti Le saline, il molo, il mercato del pesce secco, il caravanserraglio della pista Economia Sale, pesce essiccato, cabotaggio lungo la costa
Sabkhar è il porto di Arakhan sul mare d’Occidente, l’unico che conti: un borgo di case bianche basse fra le saline e l’acqua, alla fine della pista che da Keshar attraversa le pianure di sale. Manda alla capitale sale, pesce essiccato e qualche merce venuta dal mare; riceve in cambio datteri, acqua dolce in otri quando i pozzi del borgo si fanno salmastri, e la sensazione costante di essere dimenticato.
Gli uomini di Keshar dicono che il mare è un deserto più umido e più traditore. Gli uomini di Sabkhar, che lo conoscono, dicono soltanto che è più largo.
Descrizione
Le saline. Prima di vedere il borgo si vedono le saline: chilometri di vasche basse, divise da argini di fango secco, in cui l’acqua del mare entra con la marea, si ferma e muore sotto il sole. Il sale si raccoglie con rastrelli di legno, si ammucchia in coni bianchi alti quanto un uomo e si lascia asciugare; da lontano, nelle ore calde, i coni tremano nell’aria come tende di un accampamento che non c’è. Ogni salina ha la sua famiglia e il suo segno, inciso su una pietra all’angolo dell’argine.
Il borgo. Le case sono di mattoni crudi imbiancati a calce, basse, con il tetto piatto su cui d’estate si dorme e si stende il pesce a seccare. Le strade sono strette per fare ombra, e il vento del mare entra nelle stanze attraverso fessure lasciate apposta nei muri. Al centro c’è il pozzo grande, con un sorvegliante che apre e chiude l’acqua come ad Arakhan si fa dappertutto.
Il molo. È un braccio di pietra imperiale, più vecchio di qualunque casa del borgo, che entra nell’acqua bassa abbastanza da proteggere una ventina di barche. Le barche di Sabkhar sono piccole, con lo scafo largo e una vela triangolare, buone per la pesca e per risalire la costa; alcune, si dice, arrivano fino agli approdi di Caldor con sale e pesce essiccato, e tornano con legname e schiavi. In cima al molo c’è la torre del sale, dove si pesa ciò che parte e si riscuote la parte del Re.
La gente. Pescatori, salinai, carovanieri, qualche famiglia di mercanti di Keshar mandata qui a sorvegliare il sale, e le tribù del deserto che scendono alla costa d’inverno a vendere capre e comprare pesce. Si prega il Silenzio in una piccola chiesa con il campanile basso, e il mare con gesti che i preti preferiscono non vedere.
Il mercato. Si tiene all’alba, quando rientrano le barche, e finisce prima che il caldo guasti il pesce. Si vendono pesce fresco per chi abita lì e pesce essiccato per chi parte, sale a sacchi, otri, reti e corde. Le monete sono poche, e quasi tutte straniere: si paga volentieri in sale.
Luoghi notevoli
- Le saline, a sud e a est del borgo, divise per famiglie.
- La torre del sale, in cima al molo imperiale, con le bilance del Re.
- Il pozzo grande, al centro del borgo.
- Il caravanserraglio della pista, all’ingresso del borgo, dove le carovane per Keshar caricano il sale e aspettano la notte per partire.
- Il mercato dell’alba, sul molo.
Governo
Sabkhar ha un governatore mandato dal Re di Arakhan, che vive nella casa più grande, riscuote la parte del Re sul sale e sul pesce e risponde a Keshar. Le cose di ogni giorno, però, le decide il consiglio dei capisalina, i capi delle famiglie che possiedono le saline più grandi: chi può aprire una vasca nuova, quando si chiude il molo per le tempeste, come si divide l’acqua del pozzo negli anni magri. Il governatore cambia ogni pochi anni; le famiglie dei capisalina sono le stesse da prima che qualcuno ricordi.
Storia
Il molo è imperiale, e dice che qui c’era un porto prima che ci fosse un Regno; che cosa fosse, e come si chiamasse, nessuno a Sabkhar lo sa né sembra interessato a saperlo. Il nome del borgo viene dalla parola del deserto per le pianure di sale, e probabilmente è più vecchio dello stesso Arakhan.
